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30 anni di Parchi (da Piemonte Parchi gli speciali) |
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A 30 anni dall’avvio del programma regionale in materia di aree protette, si cerca di fare un bilancio della situazione in Piemonte.
Trenta anni fa, la Regione Piemonte, in base all’articolo 4 del D.P.R. 15 Gennaio 1972, n° 11 avviò con difficoltà la politica delle aree protette, stabilendo che gli interventi per la protezione della natura sono di competenza statale, fatti salvi quelli regionali che non contrastano con quelli dello stato. Il documento conclusivo della II Conferenza Nazionale delle Aree naturali protette e il parere della Corte Costituzionale, che ha recentemente ricordato che l’ambiente non è una materia, ma un valore, stabiliscono che la competenza “esclusiva” dello stato deve integrarsi con quella del “Governo del Territorio” che compete alle Regioni, condizione fondamentale per una soluzione e per uno sviluppo razionale ed equilibrato delle politiche e delle attività in materia di Aree Protette, di ambiente, di ecosistemi. Il Congresso Mondiale di Durban nel 2003 ha elaborato il concetto delle Aree Protette come “Patrimonio delle Comunità”, finalizzato ad integrare finalità di conservazione e interessi delle persone. La realtà dei parchi non è ancora sistemata a livello nazionale se non sulla carta in quanto mancano la sviluppo e l’attuazione di quelle politiche di integrazione e di coordinamento che sono competenza dello Stato: Carta della Natura, rete ecologica Nazionale; Piano Nazionale della Biodiversità. Nella Conferenza Nazionale delle Aree Protette, svoltasi a Torino nel 2002 si era concordato sull’importanza strategica di completare e di rendere operativi tali strumenti favorendo l’azione di regioni e province autonome. In Piemonte tale percorso è stato formalmente avviato nel 2000 con la legge regionale n° 5 del 15 Marzo 2001 che, ha avviato un percorso politica e culturale di responsabilizzazione delle realtà locali verso il sistema di valori e di risorse del proprio “territorio” prevedendo la possibilità, anche per enti locali ( province, comunità montane e comuni ) di gestire aree protette. Le aree protette si stanno configurando come strumenti fondamentali in un processo di valorizzazione delle complessive risorse culturali e ambientali di un dato territorio di cui rappresentano l’irriproducibile patrimonio e quindi sono risorse per uno sviluppo economico fondato su aspetti di sostenibilità ambientale e sociale.
L’ambiente non è una materia, ma un valore per questo siamo andati a visitare il Parco della Val Troncea e anche noi vorremmo salvaguardare il nostro territorio. |