“GLI ALBERI CI MANDANO A DIRE”

 

Libereso Guglielmi è stato giardiniere in casa Calvino; durante i suoi numerosi viaggi ha imparato molto dalle piante e dalla natura.

Egli ci ricorda che le piante popolavano  il mondo molto prima degli animali e degli uomini:

HANNO ACCUMULATO Più TEMPO E STORIA DI NOI UOMINI,” hanno dimostrato grande forza e perseveranza, e sfidando grandi caldi ed ere glaciali, sono giunte nei nostri giardini.

 

Ci sono piante che passano i 2000 anni di vita, come alcuni Baobab dell’isola di Capo Verde che contano circa 6000 anni; in California ci sono sequoie che hanno raggiunto i 3600 anni e anche il celebre “Castagno dei 100 cavalli” che si trova ai piedi dell’Etna, si calcola che abbia poco meno di 4000 anni.

Eppure, purtroppo, si può prevedere che le immense foreste naturali non tarderanno a scomparire, sostituite da boschi artificiali.

L’uomo non ha valutato il danno per la perdita di capolavori ricchi di specie di vegetali e animali, per gli equilibri che irrimediabilmente si spezzano.

Ma gli alberi offrono la gioia di vivere la VERA VITA, la curiosità della contemplazione e il gusto della ricerca; risvegliano i nostri pensieri migliori, ci danno la possibilità di seminare sentimenti che non sono distruzione e odio.

Gli alberi e i fiori sono le presenze che contano da cui abbiamo da imparare.

Guglielmi ricorda una frase molto significativa, pronunciata da un eremita dell’India del nord:

Le cose che valgono di più sono le più semplici, le più vitali. Non inginocchiarti davanti ad alcun monumento fabbricato dall’uomo, ma fallo davanti ad un filo d’ erba.”

Credo di non aver mai trovato altre parole così efficaci per far capire l’importanza degli alberi, il bene inestimabile che essi rappresentano.

Sono parole sincere che nascono “da dentro” e ci fanno sentire piccoli piccoli davanti alla natura; come potremmo mai permetterci di distruggerla!

Cristiana