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L'ETÀ DEGLI ALBERI |
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Quando l’uomo non esisteva, la
Terra era popolata solo ed esclusivamente da alberi. Essi erano stati
creati dalla natura per vegliare su questo pianeta e per accertarsi che
le future creazioni vivessero in armonia tra loro, senza danneggiarsi a
vicenda. Questo successe talmente tanto
tempo fa che noi non potremmo nemmeno immaginare come si vivesse
allora…tutta la superficie terrestre era ricoperta da erba, fiori,
montagne, mari, fiumi, insomma, di ogni meraviglia della natura, senza
che nulla ne turbasse l’equilibrio. “Quasi come adesso” direte
voi, ma la differenza era grande…, infatti, ogni singolo paesaggio
naturale era pattugliato e severamente sorvegliato da alberi di ogni
specie, che svolgevano il loro compito di custodi della Terra. Tra loro vigeva una rigida
gerarchia, per la quale gli alberi più vecchi e saggi avrebbero potuto
governare su quelli più giovani e inesperti. Tra gli anziani di maggiore
saggezza ed esperienza vi era la specie dei gelsi, che era ben nota tra
gli alberi, e perciò i gelsi godevano di molto rispetto da parte delle
altre specie. I gelsi erano infatti stati
creati ben prima di tutti gli altri alberi ed avevano ricevuto un
compito maggiore degli altri: dovevano infatti sorvegliare e custodire
non solo gli elementi naturali, ma anche i suoi stessi custodi, ovvero
gli alberi stessi! Il loro compito era quello di controllare che nessun albero abusasse del proprio potere, per sfruttare i più giovani traendone profitto, o danneggiasse qualsiasi creazione della Natura. I gelsi formavano in sostanza quella che oggi è la “polizia”, anche se sorvegliavano anche gli stessi“poliziotti”. Questo proseguì per il meglio per tutta l’Era degli Alberi, che fu la prima era terrestre, nella quale ogni singolo albero poteva muoversi a piacimento entro i suoi confini di sorveglianza, e piantava le radici solo nel momento del riposo o della nutrizione. Passarono così migliaia di Ere e i secoli scorrevano come i secondi, senza che nessun albero fosse danneggiato o non rispettasse il suo incarico. I gelsi incutevano timore e nessun albero tentò in qualche modo di rinunciare al proprio incarico, e tra i gelsi addirittura si era affermato un albero di maggior potenza e saggezza, che non ci mise molto a farsi rispettare da tutti per la propria saggezza e determinazione nel compiere il suo dovere; tanto che quelli più anziani di lui non osavano contraddirlo, per non parlare dei più giovani… A questo punto la Natura ritenne opportuno mettere fine all’incarico degli alberi, (per evitare che altre cose simili potessero succedere), e creò un altro essere, che chiamò Uomo, e in lui mise uno spirito di potere e supremazia che presto, troppo presto, prevalse su quello di convivenza e sottomissione. Così, gli Uomini (in quel tempo non più di un centinaio), decisero di insorgere contro questi alberi, per acquistarne il potere e i privilegi. Inizialmente ciò fu molto difficile, perché i gelsi erano talmente devastanti e potenti, che non ci misero molto ad eliminare più della metà di quegli Uomini malvagi. Successivamente però, le cose cambiarono quando gli uomini scoprirono una diavoleria della Natura, il fuoco, che si dimostrò un’arma molto più devastante del potere degli alberi, e in grado di sconfiggere gli stessi gelsi. Essi, infatti, si dimostravano
particolarmente vulnerabili a questa creazione umana, tanto che gli
uomini assunsero il potere e agli alberi non restò che piantare le
radici in terra e tentare di difendersi come potevano da quella
diavoleria. Stavano scomparendo velocemente benché fossero in evidente e netta superiorità numerica. La Natura allora ebbe un lampo di genio: modificò l’Uomo rendendolo mortale e vulnerabile come gli Alberi, e lo obbligò a respirare ossigeno, che decise di far produrre solo dagli Alberi. In questo modo finché gli Uomini avessero avuto a cuore la loro permanenza sulla Terra, non avrebbero più fatto del male agli alberi, e gli alberi non avrebbero più ucciso alcun uomo ma avrebbero consentito a questa specie di vivere proprio grazie all’ossigeno da essi prodotto. Quindi ogni odio tra le due creazioni fu placato e convissero per molto tempo insieme. I gelsi si erano ormai placati e il Gelso Supremo, così venne chiamato il gelso che comandava, aveva quietato il suo desiderio di potere e si dedicava al bene della Terra. Per molto tempo la Terra fu teatro di pace e serenità, finché le generazioni di Uomini che avevano vissuto in passato si spensero e gli uomini piccoli chiamati bambini crebbero fino a sostituire i vecchi, che morivano ad uno ad uno. Le nuove generazioni di Uomini, inconsapevoli di quello cui andavano incontro, cominciarono ad abbattere alberi servendosi di strumenti simili a bastoni di roccia levigata e tagliente, che distruggeva incontrastata. I gelsi, allora, vedendo che la Natura non aveva preso i provvedimenti adeguati, si rivolsero al Gelso Supremo e lo elessero comandante per sterminare tutti gli Uomini. Ma la Natura si destò e placò la collera degli Alberi, condannandoli all’immobilità per sempre, poiché riteneva che sarebbe stato inutile continuare a risolvere i problemi della Terra. Gli Uomini, così, continuarono incontrastati ad abbattere alberi, che ora utilizzano non solo per continuare a produrre Fuoco, ma anche per immedesimarsi nella Natura creando oggetti di ogni tipo e dimensione. In questo modo l’Uomo correva inevitabilmente verso la sua morte, anche se ancora lontana, poiché nonostante la smania devastatrice, restavano ancora milioni e milioni di alberi intatti e produttivi. Però i gelsi erano decimati e
ridotti a poche migliaia…e il Gelso supremo? Nessuno lo sa, ma a me
piace pensare che sia ancora in vita, e che sia il gelso che è piantato
nel mio giardino, vigilante e attento che non accada nulla agli Uomini
che ancora non l'hanno abbattuto. Daniele |