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IL FICO MAESTRO |
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Era
un bel giorno di primavera, io stavo giocando a nascondino insieme
ai miei amici nelle vigne sopra le colline. Noi correvamo veloci
cosicché avevamo tutto il tempo di decidere dove nasconderci.
La nostra corsa ci
portò a ritrovarci, per caso, in un punto dove non eravamo mai
stati, un prato dove c’erano tanti alberi su cui noi cercavamo
invano di arrampicarci. In fretta e furia, vedendo un passaggio tra
i rami ci siamo buttati dentro per nasconderci e abbiamo scoperto
che oltrepassata quella piccola apertura, ci si trovava come
all’interno di un corridoio circolare.
Era un bell’albero
di fico, con un grosso tronco e tanti rami ricadenti. Attorno al
quale erano cresciuti degli arbusti che formavano come un arco sul
terreno; congiungendosi ai rami del fico lasciavano tutto attorno al
tronco un bel passaggio dove ci si poteva nascondere assai
comodamente, perché alto un metro e mezzo in certi punti e un metro
in altri; da dentro si poteva vedere chi c’era fuori, ma da fuori
nessuno mai avrebbe pensato che all’interno di tutto quell’intrico
di vegetazione ci si potesse sistemare così comodamente. Quel giorno, dopo esserci consultati Enrico e io decidemmo di condividere il segreto anche con gli altri due che stavano contando mentre noi ci nascondevamo, e li portammo a vedere il nostro rifugio. da quel giorno ci andiamo spesso e volentieri e ci divertiamo a parlare, e a giocare. È sempre stato il mio sogno avere un posto segreto da condividere con i miei amici, come una specie di base segreta apposta per noi e questo “fico maestro” è proprio quello che ci voleva. Per me questo albero vale molto, e spero che stia lì per sempre.
Vincenzo
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