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Falciare per credere |
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Quasi
una volta alla settimana taglio
il prato davanti a casa.
All’inizio
lo trovavo molto noioso, però adesso devo dire che ho cambiato idea: mi
piace perché mi permette di stare all’aperto, a contatto con la
natura. Ricordo la prima volta con la falciatrice: era una domenica, e mentre mio
padre stava facendo dei lavori in giardino io pensai di rendermi utile
tagliando il prato anziché disturbare mio fratello. Mi
resi conto che era bello vedere il lavoro finito; con l’erba
falciata anche gli alberi sembravano più belli, e forse è stata quella
la prima volta che ho capito quanta soddisfazione c’è nello stare in
mezzo alla natura. C’
era una pianticella di
biancospino spinosa e pungente a cui dovevo fare molta attenzione quando
passavo per tagliare l’erba: poteva sembrare insignificante, ma per me
era quasi il simbolo del prato perché era sempre lì, anche se non
cresceva mai, e mi è spiaciuto quando è stata tolta. Chissà perché
alle piante ci si affeziona, quasi come agli esseri umani…
Il
fico in estate produce tantissimi frutti, di cui io e mia sorella non
“possiamo” fare a meno. Il
ciliegio da giardino si rende utile con gli uccellini, perché tra i
suoi rami c’è una piccola casetta di legno proprio per loro. La
palma è una pianta molto forte: tutti gli inverni le sue grandi
foglie vengono ricoperte da almeno mezzo metro di neve e mio padre va
sempre a toglierla; mia madre ogni volta dice che non ce la farà a
sopravvivere, ma io sono sicuro di sì perché ormai è entrata a far
parte di questa famiglia di alberi, e non se ne può andare. Ora è sana
e rigogliosa, non si alza di molto ma le sue foglie continuano ad
allargarsi.
I
tre pini di qualità diverse sembrano formare una piccola pineta di
montagna: due sono piuttosto alti, sui quattro metri, mentre l’altro
raggiunge a malapena il metro e mezzo.Questo pino è molto particolare,
perché dal piccolo tronco si diparte un ramo che lo rende diverso dagli
altri;mio padre non ha mai pensato di tagliarlo, altrimenti sarei stato
io a impedirglielo. Le ultime piante sono delle querce con un tronco
piuttosto piccolo, ma alte cinque o sei metri.Ho sempre avuto paura che
una di queste piante potesse ammalarsi e seccare, perché quasi tutte le
volte il tosaerba sfrega contro la corteccia e lascia una ferita che può
far entrare batteri nocivi, ma per fortuna non è mai capitato niente.
Il
fico mi fa pensare alla vita di tutti i giorni, con le solite abitudini
ed il tranquillo “tran-tran” quotidiano. I pini, invece,
evocano in me il ricordo di giornate trascorse in montagna, e quasi mi
sembra di avvertire il fresco e l’aria frizzante delle cime più elevate. La
palma, naturalmente, è il simbolo del mare e della brezza sulla
spiaggia, mentre le querce fanno pensare alla solidità e al trascorrere
del tempo… Chi
l’avrebbe mai detto, che a falciare il prato si potesse addirittura
diventare poeti! Matteo |