L'albero delle nozze

A casa mia, nel cortile, c’e un cedro del Libano che fu piantato in occasione del matrimonio dei miei genitori, 25 anni fa.

La casa era stata costruita da poco, ma senza alberi era come senza vita: la nuova famiglia aveva bisogno di verde, di alberi che abbellissero quell’ambiente e facessero pensare al futuro, innalzandosi verso il cielo.

Fu allora che la scelta cadde su quel giovane cedro che venne messo a dimora e curato con sollecitudine, come se dalla sua buona crescita si potessero trarre positivi presagi per il futuro.

I primi anni, purtroppo, furono incerti: sembrava che non avesse il vigore per crescere , gli aghi ingiallivano e a tutti pareva che stesse per seccare.

Pazienza! – Si dicevano i miei genitori, “ vorrà dire che proveremo con qualche altra pianta”.

Ma in cuor loro si auguravano che l’albero delle loro nozze ce la facesse, e che potesse superare le sue difficoltà .

Infatti, nel volgere di qualche anno, si riprese, si rinforzò, prese vigore e cominciò a crescere a vista d’ occhio, diventando forte e rigoglioso.

E con lui cresceva la famiglia: l’anno dopo nasceva mia sorella, e più tardi arrivò mio fratello.

Quando nacqui io, il cedro era già molto rigoglioso; da piccolo, io, mi divertivo a raccogliere le sue pigne e a caricarle sul mio camioncino, per poi fare delle piccole montagne.

Quanti pomeriggi trascorsi sotto i suoi rami, all’ ombra a giocare .

Ora intorno al cedro ci sono anche due pini nani ed un salice cinese; un’ oasi di natura e di ristoro, che abbellisce la casa.

Io ancora oggi mi diverto molto ad arrampicarmi sui suoi rami, perché da lì si può osservare un bellissimo panorama: un tratto del Tanaro, Govone, S. Martino, Motta, Asti…..

Il mio albero è davvero imponente ed è dimora di molti animali, tra cui in particolare una famiglia di gazze ladre, che ogni anno fa il nido in cima al cedro.

Questo cedro fa parte della mia vita e della mia famiglia, e per me è un vero amico

Alberto