Magie del bosco della Luja

 

Il bosco si trova a Loazzolo; il proprietario lo ama molto perché gli ricorda la nonna Gilda, che l’aveva voluto in eredità, lasciando la casa al fratello.

Lei in quel bosco ci passava giornate intere: portava a pascolare le pecore, raccoglieva erbe medicinali e funghi, ci andava ad occhi chiusi talmente lo conosceva bene, le sembrava di sognare elfi e fate mentre era nel bosco.

Nel bosco c’erano ontani neri, castagni e pioppi.

 

Ora si è ingrandito ed è un’area di grande purezza botanica: si possono trovare pini silvestri, roverelle e nel sottobosco ci sono gigli selvatici, orchidee spontanee, il timo, la maggiorana e il ginepro.

Per percorrerlo ci vogliono dalle tre alle quattro ore partendo dal fondovalle fino a 450 metri di altitudine.

Il bosco si è trasformato dai sei ettari iniziali ai novanta di oggi grazie ai proprietari dei terreni vicini, che hanno accettato di salvaguardare i loro beni unendoli al bosco della Luja.

Il proprietario spera di ottenere dalla Regione il riconoscimento di biotopo riservato alle aree di piccole dimensioni, e di poter  aprire un’oasi alle visite guidate nel bosco della Luja; egli  pensa che la nonna Gilda sarebbe sicuramente contenta che il bosco esista ancora e che si sia anche ingrandito.

 

La storia è suggestiva perché rivela un grande amore per gli alberi che si è trasmesso dalla nonna al nipote.

Il bosco e gli alberi hanno conservato la “magia” dei tempi della nonna come se fossero portatori di un messaggio che non svanisce nel tempo, ma cresce e dà frutti se trova chi ha la capacità di riconoscere quale grande valore riveste  la natura sulla Terra.

Elena